Le spedizioni: i sogni diventano realtà

Cosa vuoi fare da grande? “Io voglio fare il pilota!” “Io il calciatore!” “Io l’astronauta”.

Da quando ho memoria ho sempre voluto salire in vetta alle Montagne, vedere le aquile, camminare sopra le nuvole.

Non ho mai perso l’entusiasmo del bambino che è in me.

Ogni volta che sono arrivato in vetta ad una Montagna del mondo ho avverato un sogno.

Di vetta in vetta

Un passo dopo l’altro, salita dopo salita, fino a raggiungere la cima.

2009 Mt. Elbrus 5642 (Europa)

La mia prima spedizione fuori dall’Italia.

Una gara senza regole.

Tutti contro tutti tra i migliori skyrunner e alpinisti più veloci dell’Est Europa.

Io, primo e unico italiano a partecipare. Un’esperienza unica, che ha dato il via Al progetto Running7Summits.

I ghiacci del Caucaso mi son rimasti nel cuore così tanto che sono tornato molte altre volte.

2010 Mt. Kilimanjaro 5895 (Africa)

“La Montagna che brilla” come la chiamano i Masai.

Una lunga corsa, dalla savana alla giungla, dalla giungla al deserto di alta quota, fino ai ghiacci del Tetto dell’Africa sotto un cielo trapuntato di stelle.

Al termine della mia lunga corsa i Masai locali mi hanno detto che sarò per sempre “Lucas, nyeupe Simba”: “Luca, il Leone bianco”.

Non dimenticherò mai la sensazione che ho provato in vetta la prima volta. Ed ogni volta che faccio ritorno sul Tetto dell’Africa gli occhi e il cuore si riempiono di bellezza.

2011 Mt. Kosciuszko 2228 (Australia)

Anche se non ha la stessa imponenza delle sue “sorelle”, la Montagna più alta dell’Australia è amatissima dagli australiani.

Ho scelto di scalarla in inverno e ho trovato proprio l’inverno: bufera di neve e -15°.

Questo non mi ha impedito di stabilire un record di velocità invernale.

2011 Mt. Bianco 4810 (Europa)

La Storia.

Dove è iniziato l’Alpinismo. La Tradizione. I Pionieri.

L’Avventura dietro l’angolo.

Scalare il Monte Bianco è sempre un’esperienza unica, che ogni volta mi dona sensazioni diverse.

Le Alpi hanno la particolarità di ricreare, a volte, in scala ridotta, le stesse condizioni che si possono trovare sugli 8000.

Per questo devono essere affrontate con assoluto rispetto.

2012 Mt. Aconcagua 6962 (Sudamerica)

La mia prima vera grande spedizione solitaria sulle Ande.

Colori meravigliosi, volti scolpiti nella pietra e grandi altezze.

La Sentinella di Pietra è una Montagna molto dura, che ti insegna il rispetto e la devozione. Salirla è stata una sofferenza perché non stavo bene fisicamente.

Lassù però, a 6000 metri, ho capito che con la mia forza di volontà potevo davvero raggiungere il mio grande obiettivo.

Un passo dopo l’altro, con tenacia.

2013 Mt. Denali 6194 (Nord America)

La Montagna più fredda del mondo.

Un immenso mondo fatto di ghiaccio, roccia e vento.

Sempre in condizioni estreme.

Fallire qui avrebbe significato abbandonare il sogno degli 8000.

Viceversa, una buona performance avrebbe aperto la via verso l’Everest. Una spedizione veloce sul ghiacciaio, grazie anche all’aiuto del meteo particolarmente favorevole, e una bella salita verso il cielo hanno reso indimenticabile questa spedizione nelle “Terre selvagge”.

2015 Mt. Wilhelm 4509 (Oceania)

Papua Nuova Guinea.

Un gigante di roccia nera che sorge dalla giungla impenetrabile popolata da antiche tribù di tagliatori di teste.

Una corsa verso i 4000 fatta a 14.000km da casa, senza nessuna possibilità di contatto né soccorso.

Eppure un’esperienza così intimamente affascinante, a contatto con popolazioni poverissime, che allo stesso sanno donarti qualcosa di immateriale, che rimarrà sempre dentro di te.

2016 Mt. Punkac Jaya 4884 (Oceania)

Una delle spedizioni fisicamente più dure che ho mai affrontato.

Duecento kilometri di cammino per avvicinarsi alla Montagna.

Duecento kilometri di giungla intricata, fango, pioggia, frane, guadi, fatica e pericolo per raggiungere una solitaria e bellissima piramide di roccia da scalare tutta d’un fiato.

Un’incredibile avventura terminata nelle acque calde di Bali.

2016 Mt. Aoraki 3724 (Oceania)

Dall’altra parte del mondo per scalare la Montagna del Signore degli Anelli.

1300 metri di salita verticale di ghiaccio e roccia per raggiungere la vetta del Perforatore di Nubi, come lo chiamano i Maori.

Una vera e propria corsa verso il blu, sfruttando una “finestra” di poche ore di bel tempo racchiusa tra due grosse perturbazioni provenienti direttamente dall’Antartide.

Incredibile.

2019 Mt. Everest 8848 (Asia)

La Madre dell’Universo. Chomolumgma, come lo chiamano i tibetani. Il sogno di una vita…

Ma non vi racconterò qui com’è andata…

Se volete vivere con me la salita alla Montagna più alta del mondo venite ad una delle mie serate.

Oppure chiedetemi di raccontarvela.

Anche privatamente.

E POI… SI RIPARTE

Mi attendono ancora due tappe per poter completare la lista Colli.
Io non smetto di allenarmi, di scalare, di guardare in alto, in preparazione alla prossima spedizione: l’11 dicembre 2021 partirò per l’Antartide, dove scalerò il Monte Vinson (4.893 mt), la montagna più alta del continente di ghiaccio.